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Iperammortamento 2026: pubblicato il decreto attuativo

La nuova misura, denominata comunemente “Iperammortamento 2026”, consente alle imprese di beneficiare di una maggiorazione fiscale del costo sostenuto per determinati investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili realizzati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

L’obiettivo è favorire la competitività delle imprese italiane, sostenendo gli investimenti in innovazione, digitalizzazione, automazione ed efficientamento energetico.

La misura, è stata attuata dal decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026. L’articolo 3 del decreto attuativo prevede una procedura articolata in più passaggi: comunicazione preventiva, comunicazione di conferma dell’investimento e comunicazione di completamento.

Il decreto direttoriale MIMIT n. 43378 dell’11 giugno 2026 ha aperto, a decorrere dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026, la fase relativa alle comunicazioni di accesso di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto attuativo.

In cosa consiste l’agevolazione

A differenza dei precedenti crediti d’imposta, il nuovo incentivo non genera un credito utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

Il beneficio si realizza attraverso una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene acquistato, consentendo all’impresa di dedurre quote di ammortamento superiori rispetto al costo effettivamente sostenuto.

In pratica, il bene viene valorizzato fiscalmente per un importo maggiore rispetto al prezzo di acquisto, determinando una riduzione del reddito imponibile e, conseguentemente, delle imposte dovute.

L’agevolazione produce effetti ai fini delle imposte sui redditi, mentre non rileva ai fini IRAP.

Le aliquote previste

La misura della maggiorazione varia in funzione dell’ammontare complessivo degli investimenti effettuati.

Attualmente sono previste le seguenti aliquote:

Fascia di investimento Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro 180%
Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro 100%
Oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro 50%

Quali investimenti sono agevolabili

L’iperammortamento interessa principalmente due categorie di investimenti.

Beni materiali e immateriali Industria 4.0

Rientrano nell’agevolazione i beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, tra cui:

  • macchinari e impianti interconnessi;
  • sistemi di automazione industriale;
  • robot collaborativi;
  • dispositivi per il controllo e il monitoraggio della produzione;
  • software, piattaforme e applicazioni connesse ai processi aziendali;
  • sistemi di raccolta ed elaborazione dei dati.

Per beneficiare dell’agevolazione il bene deve possedere i requisiti tecnici previsti dalla normativa e risultare interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Impianti per l’autoproduzione di energia

Possono inoltre beneficiare dell’iperammortamento gli investimenti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.

Tra questi rientrano:

  • impianti fotovoltaici;
  • sistemi di accumulo dell’energia;
  • impianti integrati nei processi produttivi.

La capacità produttiva dell’impianto deve essere coerente con il fabbisogno energetico dell’impresa e rispettare i limiti stabiliti dalla normativa.

Chi può accedere all’agevolazione

Possono usufruire del beneficio tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in strutture produttive situate nel territorio dello Stato.

L’accesso è consentito indipendentemente:

  • dalla forma giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione aziendale;
  • dal regime contabile adottato.

Un esempio pratico

Supponiamo che una società acquisti nel 2026 un macchinario Industria 4.0 del valore di 500.000 euro.

Applicando la maggiorazione del 180%, il valore fiscalmente ammortizzabile diventa:

500.000 euro + 900.000 euro = 1.400.000 euro

L’ammortamento fiscale verrà quindi calcolato su 1.400.000 euro anziché sul costo effettivamente sostenuto di 500.000 euro.

L’effetto finale consiste in una significativa riduzione del reddito imponibile e in un conseguente risparmio fiscale distribuito lungo l’intero periodo di ammortamento.

Comunicazione preventiva al GSE

Uno degli aspetti più importanti della nuova disciplina riguarda gli adempimenti preliminari.

A differenza di quanto accadeva con il credito d’imposta Industria 4.0, l’accesso all’iperammortamento richiede una specifica procedura di prenotazione e monitoraggio degli investimenti tramite il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

L’agevolazione non può quindi essere considerata automatica.

Prima fase: comunicazione preventiva

Prima di avviare l’investimento l’impresa deve trasmettere una comunicazione preventiva al GSE indicando:

  • dati identificativi dell’impresa;
  • struttura produttiva interessata;
  • descrizione degli investimenti programmati;
  • importo previsto dell’investimento;
  • date previste di entrata in funzione e interconnessione dei beni.

La comunicazione preventiva assume un ruolo fondamentale poiché consente la prenotazione delle risorse disponibili e rappresenta il presupposto necessario per accedere all’agevolazione.

Seconda fase: conferma dell’investimento

Successivamente l’impresa deve confermare l’effettiva realizzazione dell’investimento dimostrando:

  • l’accettazione dell’ordine da parte del fornitore;
  • il versamento di un acconto pari almeno al 20% del costo del bene;
  • la disponibilità della documentazione amministrativa richiesta.

Terza fase: comunicazione di completamento

Al termine dell’investimento è necessario inviare una comunicazione finale attestando il completamento del progetto e allegando la documentazione richiesta dalla normativa.

Solo a seguito del corretto completamento dell’intero iter sarà possibile fruire del beneficio fiscale.

Documentazione tecnica e perizia

Oltre alle comunicazioni al GSE, l’impresa deve conservare tutta la documentazione necessaria a dimostrare la spettanza dell’agevolazione.

In particolare:

  • documentazione tecnica del bene;
  • documentazione attestante l’interconnessione;
  • fatture e documenti di acquisto contenenti i riferimenti normativi richiesti;
  • eventuali certificazioni previste dalla disciplina agevolativa.

Per gli investimenti di maggiore importo è inoltre richiesta una perizia tecnica asseverata rilasciata da un professionista abilitato, finalizzata a certificare il possesso delle caratteristiche tecniche richieste dalla normativa.

Le differenze rispetto al credito d’imposta Transizione 4.0

Il nuovo iperammortamento presenta differenze sostanziali rispetto al precedente sistema incentivante.

Credito d’imposta 4.0 Iperammortamento 2026
Utilizzo tramite compensazione F24 Maggiorazione delle quote di ammortamento
Recupero del beneficio in tempi più rapidi Beneficio distribuito negli anni
Nessuna prenotazione delle risorse Procedura preventiva tramite GSE
Credito utilizzabile direttamente Riduzione del reddito imponibile

La corretta valutazione della convenienza fiscale richiede quindi un’analisi preventiva che tenga conto delle caratteristiche dell’investimento e della situazione reddituale dell’impresa.

Conclusioni

L’iperammortamento 2026 rappresenta uno strumento di grande interesse per le imprese che intendono investire in innovazione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità energetica.

Le elevate percentuali di maggiorazione possono generare un significativo risparmio fiscale, ma l’accesso al beneficio richiede una corretta pianificazione degli investimenti e il rispetto di specifici adempimenti, tra cui la comunicazione preventiva al GSE.

Per questo motivo è opportuno valutare preventivamente ogni progetto di investimento con il supporto di professionisti specializzati, al fine di verificare la spettanza dell’agevolazione e massimizzare il beneficio ottenibile.